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Interpreti:
Morgana Marchesi
Camillo Ventola
Vito Mancusi
Marco Venienti
Pino
Di Persio
Carlo Fineschi
Regia:
Carlo Fineschi
Adattamento
Giancarlo Brancale
Tratto dalla sceneggiatura "Garage Olimpo"
di Marco Bechis e Lara Fremder
Progetto scenografico:
Motion Architecture
Coordinamento musicale:
Fabio Bianchini
Aiuto regia:
Barbara
Alesse Alessandra
Della Guardia
Grafica & Multimedia:
Studio 21
Produzione
Urlo-Festival Internazionale di Montalcino e della Val
d'Orcia - Quartieri dell'Arte
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Garage
Olimpo
tratto
dall'omonimo film di Marco Bechis
La storia
| Lo spettacolo
| Le date
| Un
giorno per.. | La rassegna stampa
Il 24 marzo 1976, il generale
Jorge Videla instaura il regime militare. Inizia la Guerra Sucia,
"la guerra sporca": sequestri, sparizioni, esecuzioni sommarie
e torture. Durante la dittatura oltre 5 mila persone vennero torturate
negli edifici - si trattava di scuole, garage, utilizzati dall'Esma, la
marina militare; li si organizzavano i vuelos della muerte: i
prigionieri, drogati, legati e bendati, venivano gettati vivi sulle Ande
o nell'Oceano. Da oltre ventanni le Abuelas, le Nonne che si riuniscono
nella Plaza de Mayo - spiazzo di fronte alla Casa Rosada, il palazzo
della presidenza - organizzano la battaglia legale per localizzare i
desaparecidos, spesso figli o nipoti scomparsi e sottratti ai loro
genitori originari dal regime militare. Marciano in silenzio, le
cuffiette bianche sulla testa, da 1248 giovedì. Sono ancora in atto le
complicate ricerche di centinaia di figli strappati dai militari ai
genitori e che venivano adottati da alti ufficiali della dittatura. Gran
parte delle vittime del "furto dei bambini" stanno apprendendo
solo in questi tempi la vera storia della loro vita e della sorte dei
loro genitori originari. "Sono cambiate molte cose da allora. Molti
di noi non hanno più le stesse certezze, a volte nemmeno più le stesse
idee. Eppure non vogliamo dimenticare. Abbiamo bisogno di ricordare. Più
passa il tempo e più ne abbiamo bisogno......." Julio Velasco.
Oggi i responsabili dello sterminio circolano liberamente per le strade,
sequestratori, torturatori, colonnelli, generali. Capita di incontrarli
in un bar, in un ristorante, in un cinema. Capita anche che qualcuno li
riconosca e li insulti. In genere il criminale accenna un sorriso
beffardo e si risiede a tavola, bene o male è soddisfatto di esser
ancora qualcuno. Ecco cos'è l'impunità. "Quegli anni non furono
solo l'oscura, pazzia dei militari. Gli orrori sono stati commessi a nome
della società cristiana occidentale per cui il comunismo era sinonimo
di demonio infernale. Dopo i voli della morte, piloti e militari si
riunivano a pregare col cappellano militare". Sono le parole di
Adolfo Perez Esquivel, 62 anni, Premio Nobel per la pace nel 1980. Tre
anni prima era stato narcotizzato e messo su un "volo della
morte". Torna indietro. Marco Bechis ne ha tratto un bellissimo
film, presentato al Festival di Cannes nel 1999 e premiato da numerosi
riconoscimenti in tutto il mondo e sostenuto dai volti noti di due
attrici, Chiara Caselli, nella parte di una rivoluzionaria e Dominique
Sanda, nel ruolo della madre della protagonosta. Il film intende,
appunto, ricordare i trentamila cittadini sequestrati e fatti scomparire
in Argentina fra il 1976 e il 1982 ma cerca, anche, di andare oltre,
componendo un quadro sulla violenza e la dittatura che va bene per altri
contesti e altre epoche, per altri fascismi, altri nazismi. Persone
torturate e uccise mentre tutto il resto del mondo continuava (e
continua) a vivere nell'indifferenza o nell'incosapevolezza. Per tutto
questo ci sentiamo in debito morale verso coloro, come gli "Hijos"
("Figli per l' identità e la giustizia, contro l'oblio e il
silenzio), che di fronte ad un paese (l'Argentina) che no sa o rimuove,
si rassegna o perdona, loro agiscono loro non perdonano. Sono i nipoti
vivaci della protesta silenziosa delle madri della Plaza de Mayo. In
mezzo c'è una generazione cancellata: i desaparecidos
Lo
spettacolo
La scelta di trasformare
"Garage Olimpo" in un'opera teatrale, nasce da un'esigenza ben
precisa e molto forte. Tornando con la memoria a quel periodo, abbiamo
preso coscienza, come italiani, dell'ignoranza e dell'indifferenza nella
quale abbiamo vissuto, rispetto a ci˜ che stava accadendo in Argentina
e solamente il Mondiale di calcio del '78 ha potuto concentrare per un
attimo la nostra attenzione verso quel paese.
Essere stati spettatori indifferenti di avvenimenti tanto gravi, ci ha
provocato una sensazione di profondo malessere, benché possiamo
riferirci ad un malessere "privilegiato", di chi non è stato
mai costretto a vivere esperienze di quel tipo.
Per questo l'obiettivo più importante del progetto non è tanto
raccontare la storia di Garage Olimpo, quanto il tentativo di farlo
rivivere, perché gli spettatori abbiano un contatto più diretto con
quelle emozioni, sensazioni e stati d'animo.
Perché pensino che violenza e dittatura non appartengano solo ad alcuni
luoghi geografici e che ciò che è accaduto in Argentina in quel
periodo, più accadere a chiunque, in qualunque momento, in qualsiasi
posto del mondo.
Le
date
dal 20
Gennaio
al
15 Febbraio 2009
Teatro L'Orangerie
Teatro
dell'Accademia
Via
Alessandro Volta 41a
Roma
(Testaccio)
Tel.
0645435583
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