|
Questa
storia racconta di come un poverissimo paese della provincia di Siena da cui la
gente scappava, è diventato uno dei paesi più ricchi e più famosi del mondo.
Montalcino in questi anni è diventato un’
attrazione e una destinazione per i turisti, ma anche le personalità di primo
piano del panorama politico internazionale scelgono Montalcino come meta per le
loro vacanze o addirittura per le visite ufficiali.
Tutto
questo è avvenuto grazie ad un vino o meglio grazie al Vino come lo chiamano
affettuosamente i montalcinesi. Ed il nome del paese è indissolubilmente
legato a quello del vino. Oggi il Brunello di Montalcino è uno dei vini più
importanti e conosciuti al mondo, addirittura il Brunello Biondi Santi 1955 è
stato inserito tra i dodici vini migliori del secolo.Questo vino grazie alle sue
qualità è riuscito a trasformare l’economia di un comune, a creare posti di
lavoro, ricchezza, fama.Ha ridato fiducia ad una popolazione che incredibilmente
fino a trent’anni prima fuggiva perché
la povertà e la disoccupazione lasciavano presupporre solamente la fine di
Montalcino.
“Se
uno voleva vedere la vera miseria, doveva venire a Montalcino tra gli anni 50 e
la fine degli anni 60” dice l’ex sindaco Raffaelli descrivendo un paese
senz’acqua, senza strade asfaltate, senza servizi igienici nelle case, senza
più fiducia.Dove il 50% circa della popolazione era fuggito per cercare fortuna
altrove. E l’agricoltura era vista come la grande responsabile di questo
disastro.Tutti svendevano la terra addirittura qualcuno la regalava pur di
disfarsene.In pieno boom economico per l’Italia, Montalcino era uno dei paesi
più poveri della provincia di Siena e l’unico modo per risollevarsi sembrava
l’ industrializzazione.
Per
fortuna grazie ad un’amministrazione pubblica illuminata,
alla tenacia di chi era rimasto e soprattutto alla conoscenza della
storia e della tradizione del paese fu deciso di bocciare l’idea
dell’industria e di puntare su un
vino che in quegli anni veniva
fatto da pochissimi produttori, ma gia agli
inizi del 900 vinceva premi in tutto il mondo ed era rinomato fra gli intenditori.Il Brunello diventò
l’architrave dell’economia di Montalcino.
Una
scommessa che negli anni si è dimostrata vincente, grazie anche ad una politica
che non guardava solamente ai grandi proprietari, ma soprattutto cercava di
favorire lo sviluppo dei piccoli,
piccolissimi produttori.
Agricoltori che erano rimasti e che a stento riuscivano a mantenere la propria famiglia o
artigiani che venivano pagati per il loro lavoro a causa della mancanza di
denaro corrente con pezzi di terra considerata dai proprietari più un peso che
una risorsa, adesso sono diventati produttori di Brunello, vedono il loro vino
venduto nei migliori ristoranti del mondo, vedono il loro nome scritto nelle
riviste specializzate. Quella terra che non valeva niente, che veniva a volte
regalata e considerata una disgrazia, oggi vale milioni di euro. Un sogno. Un
sogno che si realizza.
“Non
pensavo fosse arrivato a questo livello, il massimo”,
conclude un altro piccolo produttore.
Questa è
anche la loro storia, la storia del “miracolo di Vino”
|