Associazione Culturale Urlo, motion architecture, theatre workshop, nuovi linguaggi, multimedia

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Miracolo di Vino

Un documentario su Montalcino

di Carlo Fineschi e Vito Mancusi

 

Produzione: 

Urlo.

 

 

 

Questa storia racconta di come un poverissimo paese della provincia di Siena da cui la gente scappava, è diventato uno dei paesi più ricchi e più famosi del mondo. Montalcino in questi anni è diventato  un’ attrazione e una destinazione per i turisti, ma anche le personalità di primo piano del panorama politico internazionale scelgono Montalcino come meta per le loro vacanze o addirittura per le visite ufficiali.

Tutto questo è avvenuto grazie ad un vino o meglio grazie al Vino come lo chiamano  affettuosamente i montalcinesi. Ed il nome del paese è indissolubilmente legato a quello del vino. Oggi il Brunello di Montalcino è uno dei vini più importanti e conosciuti al mondo, addirittura il Brunello Biondi Santi 1955 è stato inserito tra i dodici vini migliori del secolo.Questo vino grazie alle sue qualità è riuscito a trasformare l’economia di un comune, a creare posti di lavoro, ricchezza, fama.Ha ridato fiducia ad una popolazione che incredibilmente fino a trent’anni prima fuggiva  perché la povertà e la disoccupazione lasciavano presupporre solamente la fine di Montalcino.

“Se uno voleva vedere la vera miseria, doveva venire a Montalcino tra gli anni 50 e la fine degli anni 60” dice l’ex sindaco Raffaelli descrivendo un paese senz’acqua, senza strade asfaltate, senza servizi igienici nelle case, senza più fiducia.Dove il 50% circa della popolazione era fuggito per cercare fortuna altrove. E l’agricoltura era vista come la grande responsabile di questo disastro.Tutti svendevano la terra addirittura qualcuno la regalava pur di disfarsene.In pieno boom economico per l’Italia, Montalcino era uno dei paesi più poveri della provincia di Siena e l’unico modo per risollevarsi sembrava l’ industrializzazione.

Per fortuna grazie ad un’amministrazione pubblica illuminata,  alla tenacia di chi era rimasto e soprattutto alla conoscenza della storia e della tradizione del paese fu deciso di bocciare l’idea dell’industria  e di puntare su un vino  che in quegli anni veniva fatto da pochissimi produttori, ma gia  agli inizi del 900 vinceva premi in tutto il mondo ed era  rinomato fra gli intenditori.Il Brunello diventò l’architrave dell’economia di Montalcino.

Una scommessa che negli anni si è dimostrata vincente, grazie anche ad una politica che non guardava solamente ai grandi proprietari, ma soprattutto cercava di favorire lo sviluppo dei  piccoli, piccolissimi produttori.

Agricoltori che erano rimasti  e che a stento riuscivano a mantenere la propria famiglia o artigiani che venivano pagati per il loro lavoro a causa della mancanza di denaro corrente con pezzi di terra considerata dai proprietari più un peso che una risorsa, adesso sono diventati produttori di Brunello, vedono il loro vino venduto nei migliori ristoranti del mondo, vedono il loro nome scritto nelle riviste specializzate. Quella terra che non valeva niente, che veniva a volte regalata e considerata una disgrazia, oggi vale milioni di euro. Un sogno. Un sogno che si realizza.

“Non pensavo fosse arrivato a questo livello, il massimo”, conclude un altro piccolo produttore.

Questa è anche la loro storia, la storia del “miracolo di Vino”

 

  

 

 

 

 

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