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foto_1-1_il_tempo_libero_opificioLa serie ‘Il tempo libero’ di Gian Maria Cervo, uno dei drammaturghi italiani più attivi a livello globale, è approdata all’Opificio Telecom di Roma grazie a una collaborazione tra il Festival Quartieri dell’Arte e la Fondazione Romaeuropa. L’evento teatrale è andato in scena da lunedì 16 dicembre a venerdì 20 dicembre 2014, con le regie di Carlo Fineschi e Monica Nappo Kelly, interpreti Vito Mancusi e Francesco Martino con la guest appearance di Matteo Latino nel terzo episodio.

‘Il tempo libero’ è un esperimento in teatro di scrittura seriale che mette insieme sviluppo verticale (tipico della serie tv) e sviluppo orizzontale del personaggio. La relazione erratica tra due persone, Adamo, scienziato che fa ricerche su materia oscura e energia oscura e Federico, giovane italiano ad Amsterdam, diventa metafora del mondo erratico dei nostri giorni, in perenne lotta contro la caduta della civiltà. Il progetto, ora al terzo episodio, è iniziato allo Schauspiel Essen, in Germania, ed è poi proseguito al teatro Gunagu di Bratislava. La versione italiana ha fatto tappa nei teatri Palladium, Olimpico e India di Roma (varie versioni europee della serie sono state messe in scena o sono in programmazione).

foto_15_il_tempo_libero_opificioIn occasione dello scorso Festival dei 2 Mondi di Spoleto i primi tre episodi della serie sono stati proposti in versione site-specific a Palazzo Collicola (dove la sala disegnata da Sol LeWitt è stata utilizzata, visti i riferimenti contenuti nel testo, per la messa in scena del secondo episodio).Sia il carattere seriale della scrittura, sia l'idea di creare una situazione naturalistica in cui si potesse parlare anche di arte, economia e fundraising, cioè di come tirare su dei soldi per l'arte e la ricerca in quest'epoca di crisi, hanno posto le sfide più interessanti artisticamente. Integrare teatro psicologico e teatro postdrammatico e mettere insieme sviluppo orizzontale e sviluppo verticale dei personaggi. Come dice l’autore Gian Maria Cervo “la cosa è interessante perché devi fare sia il drammaturgo che il curatore”.

foto_1bis_il_tempo_libero_opificioCon il progetto speciale ‘Tempi Liberi’, dell’associazione Urlo, sostenuto dal Mibac gli episodi della serie (i due già messi in scena e il terzo da rappresentare in forma completa) vengono proposti in una nuova versione con una scenografia realizzata da Christin Vahl, scenografa che ha firmato le scene per alcuni dei nomi più importanti del teatro tedesco, da Martin Kusej a Monika Gintersdorfer, con collaborazioni dal Festival di Salisburgo a Performa 07 di New York. La scena si è sviluppata partendo da citazioni e/o riproduzioni “manipolate” o parodiate di artisti come Michelangelo Pistoletto e/o Sol LeWitt e/o Franz West e/o Norbert Bisky e si è evoluta attraverso le riflessioni del team creativo composto da artisti di varia provenienza europea. I registi sono Carlo Fineschi, fondatore del gruppo Urlo, autore di spettacoli come “Garage Olimpo” dal film di Marco Bechis, e Monica Nappo Kelly, regista tra l’altro dell’allestimento in prima mondiale di “East Coast Ode to Howard Jarvis” di Tony Kushner e interprete per registi di fama mondiale come Woody Allen, Peter Greenaway, Paolo Sorrentino e Matteo Garrone. I costumi sono a firma di Sebastian Ellrich costumista, scenografo teatrale e cinematografico e stilista, con all’attivo collaborazioni con enti come lo Schauspiel Koeln e l’Opera di Dortmund, che ha presentato la terza collezione del suo marchio pret-a-porter alla Berliner Fashion Week del 2012.

foto_6_il_tempo_libero_opificioIl cast dei primi due episodi è composto da Vito Mancusi, attore e docente del corso di recitazione del Centro Sperimentale di Cinematografia e Francesco Martino, giovane attore formatosi all’Accademia Silvio D’Amico di Roma e al Susan Batson Studio di New York, già protagonista del “Peccato che fosse puttana” di Ford con la regia di Luca Ronconi e interprete in video per Ferzan Ozpetek, Peter Greenaway e la serie americana “H+” prodotta da Bryan Singer. Nel terzo episodio fa il suo ingresso il personaggio di Pietro, interpretato da Matteo Latino, vincitore col suo lavoro “Infactory” del Premio Scenario 2011. Parallelamente a questo esperimento europeo si è sviluppato, anche in reazione alle leggi omofobe di Putin, un progetto, con traduzione a firma di Vyacheslav Durnenkov drammaturgo russo rappresentato negli ultimi anni da teatri e compagnie come la Royal Shakespeare Company e la Schaubuehne di Berlino, con una compagnia russa, cui viene data la possibilità, con la serie firmata da Cervo, di esplorare un repertorio e dei temi che difficilmente potrebbe esplorare in patria.


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